giovedì 13 marzo 2008

Il lungo inverno sull’isola


Quest’anno l’inverno è stato lungo, noioso e pigro. Ero abituata a città più stimolanti di Siracusa, e questo secondo inverno in Sicilia mi ha fatta cadere in letargo, in attesa che la primavera mi porti la voglia di uscire e fare. I cittadini come me che sognano la vita su di un’isola devono fare i conti con la noia invernale, il prezzo da pagare per vivere qui. In città ci sono solo 3 cinema, cioè tre sale (il multiplex non è ancora arrivato, occorre spostarsi a Catania) e somigliano alle sale dei cinema parrocchiali, piccole e con arredi vecchiotti. In Ortigia, cioè il centro storico di Siracusa, fino all’anno scorso c’era una piccola sala in condizioni penose, ora chiusa, speriamo la stiano ristrutturando. Il teatro comunale di Ortigia, mi dicono molto bello, è chiuso da decenni per restauro ma non vedo un cenno di avanzamento dei lavori. Quindi niente teatro. Locali per sentire musica dal vivo: pochi e con programmi scadenti. Qualche concerto alla sala Amici della musica, ma trovare qualcosa di interessante è un evento (ad esempio, bellissimo il concerto del giovane pianista cubano Roberto Fonseca, due ore di immersione nei ritmi caraibici contaminati da atmosfere orientali). Non ci sono pub o circoli carini dove passare la serata con giochi di società o chiacchierando con gli amici. Quando sono in vena, organizzo cene a casa che mi impegnano per giorni tra preparativi, stesura del menù, scelta di amici che possano stare bene insieme (non sono una che improvvisa la spaghettata, ma mi sforzerò di provarci). Non ho mai letto tanti libri come in queste serate invernali, la tivù è inguardabile e i programmi finiscono troppo tardi per me che mi alzo alle sei del mattino. Non vedo l’ora che arrivi l’estate, per stendermi di sera in giardino e guardare le stelle.

3 commenti:

Mary ha detto...

Ti leggo ancora e ancora.
E mi chiedo che sarebbe successo se fossi rimasta giù.
Mi sarebbe servito più coraggio e fiducia in me stessa.

capo sud ha detto...

ciao Mary, le tue parole mi colpiscono...chissà dove vivi, cosa fai. Io credo di aver capito questo: non ci sono risposte, forse ti fai domande che non hanno un senso e servono solo a rimproverarti di qualcosa. Io non credo di poter dire in assoluto cosa sia meglio per me, restare o ripartire, la questione è aperta, ma in ogni caso non voglio dare un giudizio, solo vivere questo momento con gratitudine. Spero che mi scriverai ancora.

Mary ha detto...

Sono di Bologna, emiliana come te! ^^
Si quello che dici e vero ed è anche vero che non serve piangere sul latte versato.
In fondo ogni estate torno giù e faccio scorta di sole e mare.
E cibo...
Certo che passerò ancora di qua!
Buon week end!